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Letteratura ristretta

Il senso della letteratura è stato stornato, citato fuori, messo fra virgolette nella nostra civiltà, non perché non sia insegnata ma forse perché insegnata male. Infatti è soggetta essa stessa alleleggi di mercato e i suoi valori sono tendenzialmente rivolti più al lungo corso che a una realizzazione immediata. Insomma, si organizza attorno al valore in quanto oggetto. Ma chi dice valore, dice gerarchia e nel contesto attuale della scuola due tipi di riflessioni sono possibili: una sull’importanza relativa che le accorda la società contemporanea, sia nelle rappresentazioni collettive che nella formazione degli studenti; poi una lettura di secondo livello, che consideri una gerarchia delle opere letterarie e rimetta in gioco la questione del canone. La letteratura nella scuola è in crisi perché nella formalizzazione dei rapporti tra le arti e il contemporaneo, la sua traiettoria si è annullata, il suo corpus frammentato, il suo progetto di inventario globale dell’uomo, del suo vissuto e delle sue rappresentazioni meno utile, essendo pervaso dalle immagini.

L’insegnamento della letteratura ha per ambizione la possibilità di leggere opere diverse, nella loro integralità o sotto forma di estratti. Ma si appoggia anche, più o meno implicitamente, a concezioni della letteratura che in buona parte comandano segretamente la scelta dei testi, il modo di leggere e la posta in gioco del loro studio. Importante è allora occuparsi della natura, della pertinenza e delle concezioni di letteratura oggi nell’ottica delsuo insegnamento. Tutte hanno in comune il fatto di condurre a un approccio restrittivo. Del restoogni insegnamento letterario e ogni pratica della letteratura conduce a un suo approccio restrittivo. Non si può leggere tutto, studiare tutto, conoscere tutto. La letteratura, considerata nel suo insieme si rivela come un immenso continente, i cui vari territori saranno sempre al di fuori dell’esperienza empirica di ognuno di noi. Leggere è scegliere ma con qualche attenzione: perché, come affermava Paul Valéry «la letteratura m’interessa soltanto se tende e contribuisce alla crescita della mente. Nel caso contrario mi annoia». 

Carlo Albarello
Carlo Albarello, a lungo docente di lettere nei licei, lavora presso il Centro per il libro e la lettura. Membro dell'Associazione degli Italianisti, è docente a contratto presso la Sapienza Univ. di Roma.
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