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Anni

La collaborazione
Di Fabrizio Bajec

Un libro di poesia aspro, tragico, immerso nel «male di vivere» montaliano, popolato da chi fatica, sia esso elettricista, tecnico del suono, metalmeccanico, somalo o afgano ma comunque calato nel presente del lavoro e dell’umana convivenza. La collaborazione, titolo e Leitmotiv, non è «motivetto da fanfara» ma declinazione di una sconfitta di fronte a un movimento ripetitivo, meccanico e comunque privo di senso. Una vita zoppicante abitata dal limite, poiché nella nuova situazione di asservimento che schiaccia o annulla i destini individuali, il mondo si presenta quasi esclusivamente “come impresa e sublimazione”, in cui “gli svariati sensi della collaborazione” precipitano in un verso infernale, che fotografa impietoso i nuovi lavoranti: “spingendosi come porci collaborano”. L’opposizione ai regimi finanziari e politici assume i modi di una poesia della negatività («Non servirti di parole riparatrici / non tagliare il flusso che va da me a  lui / lo riprendo e ne faccio il mio amuleto», ll pomeriggio. 2). Fanno quasi ressa nelle pagine i profili e le punte icastiche, "momenti di essere", come direbbe Virginia Woolf, spesso agevolati dalla presenza diafana e intermittente di un fantasma femminile: «Resta l’amore senza il quale siamo poca cosa» (Tutto bene). Arrivato a questa altezza della sua vita, Bajec sente di essere giunto a un punto di non ritorno: quello che viene dopo non può che essere la presa di coscienza di una realtà di delusione, nella consapevolezza che il riscatto individuale e collettivo non è avvenuto, e che la voce del poeta è ormai diventata quella di un uomo stanco e disilluso, armato solo di una pungente ironia e di un doloroso disincanto. «In certe parti del mondo / fanno correre gli ostaggi bendati gli sparano» (Le falle del sistema). Un esterno deformato o reso grottesco dalla tensione e dalla violenza sempre crescenti, per il quale il poeta elabora un codice linguistico che gli permette di comunicare il disagio di un’esistenza che di continuo rischia di naufragare. Fabrizio Bajec (1975), italo-francese, vive a Parigi e scrive nelle due lingue. Il volume è pubblicato nella collana di poesia, Le Ali, diretta da Fabio Pusterla.

Genere: Poesia
Pubblicazione: 2018
Collana: Le ali
Editore: Marcos y Marcos
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