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Anni

Il ragazzo selvatico. Quaderno di montagna
Di Paolo Cognetti

Paolo ha trent’anni e si sente senza forze, sperduto, sfiduciato: gli sembra di non andare da nessuna parte. Lascia la città dov’è nato e cresciuto e se ne va a stare in montagna, in una baita a duemila metri. Qui, nella solitudine quasi totale, riscopre una vita più essenziale e rapporti umani sinceri con gli unici due vicini di casa. La storia vera di una fuga e di un viaggio per ritrovare se stessi, per fare i conti con il passato, una lotta a mani nude contro il dolore. Paolo Cognetti un giorno si è rintanato in una baita per mettersi in cammino, con calma e urgenza, alla ricerca di sé stesso. La montagna infatti offre una “libertà diversa da chi è libero di viaggiare e incontrare persone. Il giovane uomo urbano che ero diventato mi sembrava l’esatto contrario di quel ragazzo selvatico, così nacque in me il desiderio di andare a cercarlo”. Ma non serve l’Alaska per vivere questa esperienza, bastano le valli del Gran Paradiso che chiudono a sud la val d'Aosta, dove lo scrittore passava le estati da ragazzo.

Fuori dalla gabbia, via dal mondo globale. Scarponi ai piedi e nessun motore. Il ritmo delle stagioni che pretende rispetto. Il respiro degli alberi che avvolge l'orizzonte. Il cigolio delle assi che inscatolano la vecchia stalla. Il topo che banchetta coi resti della sera. I ghiri e i tassi, le lepri e i caproni. Fragili caprioli, maestosi stambecchi, timide volpi nelle radure. Tronchi sradicati e sorgenti. Simbiosi fra cani e pastori. La bellezza di andare dove non c'è il sentiero. L'attraversamento come valore in sé. Imitare il fischio delle marmotte. Camminare e leggere le storie scritte nel terreno.

Il ritorno al selvatico è la prova iniziatica di un uomo che vorrebbe imparare a stare da solo. Ma più affonda nel fango vischioso della terra più l'eremitaggio fallisce e la baita diventa una gabbia. Il ragazzo selvatico racconta la morale di questa esperienza: una lista di suoni uditi all'ombra delle foglie, minuscole intuizioni, silenziose amicizie, perché in fondo nessun compagno di viaggio è mai così generoso e socievole come un libro. Una costellazione di solitudini umane i cui bramiti, come quelli dei cervi, echeggiano silenziosamente nel bosco.
Illustratore: Alessandro Sanna
Genere: Narrativa
Pubblicazione: 2013
Editore: Terre di Mezzo
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