15-20

Anni

Dammi mille baci, e ancora cento
Di Gaio Valerio Catullo
Le più belle poesie d'amore

La poesia d’amore di Catullo - vissuto probabilmente tra l’88 e il 55 a.C. -, rappresenta nella civiltà letteraria del mondo romano una novità assoluta, perché prima di lui non esiste a Roma un tipo di poesia, in cui la donna costituisca la somma degli affetti del poeta e occupi un ruolo centrale quale materia di canto: evidentemente scrivere poesia d’amore non era ritenuto degno di un cittadino romano, per il quale la donna rimane sostanzialmente una cosa di poco conto. Catullo investe le sue energie in un’esperienza in cui la componente sessuale si intreccia a quella affettiva. È infatti un vincolo, quello con Lesbia, che diventa nelle aspirazioni del poeta, in un alternarsi di gioie e di frustrazioni, più impor- tante e più forte di un legame matrimoniale, reclamando non solo un’immediata corrispondenza ma quella fedeltà ai patti giurati, che rappresentava un aspetto essenziale della vita sociale romana. Diciso fra odio e amore di fronte alle infedeltà dell’amata (il famoso Odio e amo), Catullo esprime il dolore e l’amarezza per l’irrealizzabiltà del vincolo cui aspira e si esorta a resistere alla passione cessando di impazzire, ma in un’altalena di separazioni e di ritorni, di invettive contro i rivali e di tenerezza, di slanci appassionati e di affetto. Questa raccolta delle sue più belle poesie di amore è pubblicata nella collana Garzanti Piccoli Grandi Libri, che accoglie brevi capolavori della letteratura mondiale, dall’antichità al Novecento.

Traduzione: Mario Ramous
Genere: Poesia
Pubblicazione: 2019
Collana: I piccoli grandi libri
Editore: Garzanti
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