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Anni

Hachiko. Il cane che aspettava
Di Louis Prats Martinez

Il professor Eisaburo Ueno insegna all’Università di Tokyo e tutti i giorni viaggia in treno come pendolare per raggiungere la stazione di Shibuya. Ed è lì, all’ufficio postale della stazione che il professore vede per la prima volta il cucciolo di razza akita. E’ arrivato dentro una cassa a bordo di un treno ed è infreddolito e abbattuto. Ha attraversato il Giappone fra risaie ghiacciate e canneti gelati, è rimasto chiuso per due giorni in una gabbia. Il professor Ueno lo porta via da quel deposito, lo infila sotto al soprabito per tenerlo al caldo e insieme escono dalla stazione. Da tempo lui e sua moglie avevano promesso alla figlia Chizuko di adottare un cane.Lo chiamano Hachiko perché per la forma delle sue zampe storte “sembra un achi, un numero otto”. Tra il cane e il padrone si instaura fin dall’inizio un rapporto speciale e profondo. Assieme ad Hachiko il professore progetta viaggi, luoghi da visitare e attività da fare con il suo fedele amico. Hachiko lo ascolta e sembra comprendere le sue parole mentre l’uomo gli fa le promesse. Ogni mattina Hachicko accompagna il professore alla stazione e, ogni pomeriggio, aspetta il suo ritorno alle cinque del pomeriggio. Quando aspetta ha le orecchie tese per sentire quando il treno entra stridento nella stazione. Allora la sua coda incomincia a battere per terra, poi finalmente vede il professor Ueno sbucare sulla piazza gli fa le feste e tornano a casa insieme. A Tokyio, all’uscita della stazione di Shibuya si trova una statua di bronzo, rappresenta il cane Hachiko e ricorda una storia ormai diventata famosa in tutto il mondo come simbolo di fedeltà. Dai fatti di questa storia è tratto il libro su Hachiko, vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2018 per la categoria 6+.

Traduzione: Alberto Cristofori
Illustratore: Zuzanna Celej
Genere: Narrativa
Pubblicazione: 2017
Editore: Albe Edizioni
Età di lettura: 7
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