15-20

Anni

I baffi
Di Emmanuel Carrère
È quasi un capriccio, uno scherzo, quello di tagliarsi i baffi, da parte del protagonista di questo inquietante romanzo. Ma ci sono scherzi (Milan Kundera insegna) che possono avere conseguenze anche molto gravi. Un giovane e brillante architetto, una bella mattina davanti allo specchio in bagno, decide di tagliarsi i baffi, la moglie approva. Poi lei esce a fare la spesa. Lui, mentre è dentro la vasca, esegue l’operazione con la gioia di un bambino che ne stia combinando una delle sue. Chissà come reagirà Agnès? Si domanda, quasi preoccupato, quasi il taglio dei baffi equivalesse a un tradimento. Ma Agnès non reagisce, non si dimostra sorpresa, non si accorge di nulla, né al rientro dalla spesa, né quando i due, lui e lei, si recano in macchina dagli amici Serge e Véronique che li aspettavano per cena. Del resto anche loro paiono non aver notato affatto il cambiamento in lui, l’architetto (che nel film si chiama Marc, ma nel romanzo è, se non ci inganniamo, un personaggio senza nome) e si comportano come sempre. Quando lui, per provocarli, fa allusioni al socialismo glabro imposto da Fabius, o ai baffi che Duchamp aveva aggiunto alla Gioconda, restano impassibili, non abboccano minimamente all’esca. Lui è ferito come un bambino, ma, questa volta, un bambino che gli adulti si ostinano a trascurare. A casa, di notte, non resistendo più al silenzio della moglie sul taglio dei baffi, gliene parla lui esplicitamente, sbotta: “Ma insomma, i miei baffi!”. Lei casca dalle nuvole. “Ma tu non hai mai portato i baffi!”. Telefonano nel cuore della notte ai due amici della cena. Sconcerto, stupore, anche da parte loro, e nessuna ammissione sui baffi tagliati. Il nostro non più baffuto eroe si troverà infatti proiettato di colpo – lui che voleva solo fare una sorpresa alla moglie – in un universo da incubo: perché tutti quelli che lo conoscono da anni, e la mo­glie per prima, affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque nella sua faccia niente è cambiato. Il mondo co­mincia allora ad apparirgli «fuor di squa­dra», e il confine tra la realtà e la sua im­maginazione sempre più sfumato. Del­le due l’una: o è pazzo, o è vittima di un mostruoso complotto, ordito dalla moglie con la complicità di amici e colleghi, per convincerlo che è pazzo. Non gli resta che fuggire, il più lontano possibile. Ma ser­virà? O non è altro, la fuga stessa, che il punto di non ritorno? Per nessun lettore sarà facile ripensare a questo libro – in cui ritroviamo le atmosfere visionarie e para­noiche di quel Philip K. Dick sul quale Emmanuel Carrère ha scritto con illumi­nante finezza – senza un brivido di turba­mento.
Traduzione: Maurizia Balmelli
Genere: Narrativa
Pubblicazione: 2020
Collana: Fabula
Editore: Adelphi
Età di lettura: 18+
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