15-20

Anni

La Grande Beune
Di Pierre Michon

Quando una sera di settembre arriva in uno sperdu­to borgo della Dordogna non lontano da Lascaux – mentre torbide piogge sferzano le finestre e la Gran­ de Beune scorre melmosa giù, alla base della falesia –, il narratore, giovane maestro fresco di nomina, subi­to sa di aver varcato una misteriosa linea di demarca­zione, e che per lui è iniziato un viaggio nel tempo, in «un passato indefinito» che suscita «un vago ter­rore». Glielo suggeriscono i pescatori e cacciatori che paiono usciti da antichi fabliaux, Hélène, la lo­candiera, «vecchia e massiccia come la Sibilla Cuma­na, come lei pensosa», e Yvonne, la tabaccaia, alta e bianca – «puro latte» –, abbondante e florida come le uri, corvina ma con gli occhi chiarissimi, che susci­ta in lui un lancinante, selvaggio desiderio. Il maestro la spia quando, regale come sempre, i tacchi alti che infilzano le foglie cadute, attraversa prati e boschi per raggiungere il suo amante, sogna di possederla, di sventrarla, tanto lussuria e ferocia primitiva si rive­lano d’improvviso intimamente legate. Non a caso il sopraggiungere di Yvonne può essere annunciato da un corteo di bambini incappucciati che inalberano nel gelo della campagna il trofeo di una volpe morta e vi danzano intorno, e seguito da oscene visioni. Per­ché se Yvonne è il desiderio stesso in tutta la sua im­mane potenza, la sessualità come cerimoniale scia­manico e sacra trance, il borgo di Calstenau è il visce­rame del mondo, l’incisione rupestre capace di ri­portarci ad antiche cosmogonie, all’animalità, al primitivo – all’immemorabile origine di tutto.

Traduzione: Giuseppe Girimonti Greco
Genere: Narrativa
Pubblicazione: 2020
Collana: Piccola Biblioteca Adelphi
Editore: Adelphi
Età di lettura: 18+
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