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Anni

Vita di un pidocchio chiamato Mattia
Di Fernardo Aramburu
Mattia è un grande viaggiatore. Lo fa con piacere, ogni volta «affacciarsi» è una boccata di stupore e poi lui vede il mondo da una prospettiva particolare: è piazzato sulla testa di un macchinista delle ferrovie, ma si porta dentro una spina nel cuore: non aver conosciuto i suoi genitori. Anzi, ne ha anche un altro di problema ed è il famoso «dito grattatore», che improvvisamente può chiudere nella notte eterna i contatissimi giorni da passare sulla terra. Vita di un pidocchio chiamato Mattia è la divertente storia di questo parassita, terrore delle scuole, scritto da Fernando Aramburu, l’autore di Patria e Anni lenti. In questo «mondo pidocchioso» sarà una «ragazza» mangiatrice di sangue e con un bel rostro acuminato a cambiare la storia di Mattia, rivelandosi sua sorella. Purtroppo per loro, anche la cute può essere militarizzata e infestata da pattuglie di soldati, pronti a schiavizzare i nuovi arrivati: il compito per i prigionieri-costretti ai lavori forzati è sradicare la forfora dai capelli. Una fatica immane, che conduce alla morte in men che non si dica. Essendo la libertà una chimera pure per i pidocchi, il territorio a disposizione per scorrazzare a piacimento è completamente sotto controllo. A Mattia non resta che tentare la fuga e concedersi fugaci amore per resistere con una fanciulla pelosetta e magrolina. Metafora del mondo e dei suoi governi prevaricatori, soprattutto se c’è qualche «straniero» come bersaglio, la storia di Aramburu contempla però un lieto fine: il potere verrà rovesciato e, tutto sommato, abbandonare la testa umana – densa di pericoli – per vivere con gli animali è altamente consigliabile.
Traduzione: Elena Rolla
Illustratore: Raul Arias
Genere: Animali, Narrativa
Pubblicazione: 2018
Collana: Gl'Istrici
Editore: Salani
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